giovedì 5 febbraio 2026

Oltre le Colonne d'Ercole del Progressive (Capitolo 2° di 2°)

                      Viaggio nel Progressive Rock anni '70

             Alla scoperta di Rarità e Album Poco Conosciuti

Welcome to my blog! Below you will find a deep dive into this progressive rock gem. While the text is in Italian, you can easily use your browser's translation tool to follow along. Let's celebrate the great history of prog music together!

Progressive Rock anni '70 - Tra rarità e dischi introvabili
Oltre le Colonne d'Ercole del Progressive (Capitolo 2°)

Riprendiamo il filo del discorso iniziato con il Vol. 1° e continuiamo questo viaggio nel progressive dei '70 alla scoperta di rarità e dischi poco conosciuti. Ci addentriamo di nuovo tra le pieghe di un decennio che non smette mai di sorprendere, andando a rispolverare quei solchi dimenticati che, pur non avendo scalato le classifiche dell'epoca, custodiscono ancora oggi un fascino intatto e sperimentale. Preparatevi a scoprire tesori nascosti che meritano finalmente un ascolto attento.

Comincerei con 4 album che ritengo meritevoli di una maggiore attenzione:

1. Pre – Pre (Registrato nel 1973, pubblicato nel 1994) US

Cover Album Pre - Pre 1973
Pre - Pre

Questo è un classico esempio di "disco perduto". Sebbene registrato nel 1973 a Miami, è rimasto nel limbo per vent'anni prima che la label The Laser’s Edge lo riportasse alla luce.
I Pre propongono un Progressive Rock raffinato e venato di Jazz-Fusion. Non aspettarti lunghe suite fantasy; qui domina un approccio tecnico ma molto asciutto. La struttura dei brani è complessa, con frequenti cambi di tempo e un lavoro di chitarra e tastiere estremamente pulito.
È perfetto per chi ama i Gentle Giant meno caotici o i primi Camel. C’è un senso di equilibrio e una musicalità "solare" tipicamente americana, lontana dalle atmosfere gotiche o pastorali dei colleghi inglesi. È un album che dimostra quanto fosse alto il livello tecnico delle band locali dell'epoca.

                                                                           Full Album


2. Austin Robert & Advent – Eight Days (A Personal Journey) (1976)

Cover Album Eight Days (A Personal Journey) - Austin Robert & Advent
Austin Robert & Advent – Eight Days (A Personal Journey)

Qui ci spostiamo su un terreno decisamente più sperimentale e, se vogliamo, "casalingo" nel senso più nobile del termine. Quest'album è una rarità assoluta del prog privato e indipendente.
Si tratta di un concept album ambizioso che mescola Prog Rock, spunti folk e momenti quasi psichedelici. La produzione ha quel calore tipico del "fai-da-te" anni '70, che conferisce al disco un'aura di mistero e intimità. Il titolo suggerisce un viaggio personale, e la musica riflette questa introspezione con passaggi melodici alternati a momenti di tensione strumentale.
A parer mio è essenziale per i collezionisti di "Obscure Prog". Ricorda a tratti le atmosfere dei Flash (la band di Peter Banks) o certi lavori dei Pavlov's Dog, ma con un'attitudine più sperimentale. È un disco che richiede pazienza, ma che ripaga con una profondità emotiva rara nei prodotti più commerciali del periodo.

                                                                Monday (The First Day)

                                                       Monday ( Once There Was Light)

In sintesi:
Se i Pre rappresentano il lato più tecnico e pulito del prog americano, gli Austin Robert & Advent ne incarnano l'anima più visionaria e grezza. Entrambi sono documenti preziosi di un'epoca in cui la creatività non aveva confini, nemmeno per chi non aveva un contratto con una major.


3. Diabolus – Diabolus (Germania/UK, 1972)

Cover Album Diabolus  - Diabolus 1972
Diabolus – Diabolus 

Un caso curioso: una band inglese che ha pubblicato il suo unico album in Germania. È uno dei tesori più nascosti del prog dei primi anni '70.
Il Sound è un mix affascinante di Prog, Jazz e accenni di Folk oscuro. L'uso del flauto e del sassofono è magistrale e ricorda i primi Jethro Tull o i Jade Warrior. L'atmosfera è leggermente malinconica e molto autunnale.
In questo lavoro si nota sin da subito il calore analogico. Non è un disco "di plastica"; senti il legno degli strumenti e l'aria nella stanza. È musica che sembra raccontare una storia antica.

                                                                           Full Album


4. Shylock – Île de Fièvre (Francia, 1978)

Cover Album Île de Fièvre - Shylock 1978
Shylock – Île de Fièvre 


Mentre il mondo stava scoprendo il Punk, questi francesi pubblicavano uno dei dischi prog più complessi e oscuri di fine decennio.
Il Sound è fortemente influenzato dai King Crimson del periodo Red, ma con una spinta tastieristica tipicamente europea. È musica angolare, potente, a tratti inquietante, ma estremamente gratificante per chi ama le strutture intricate.
Quest'album rappresenta la vetta tecnica del prog francese "minore". Se cerchi qualcosa di più audace e meno solare dei Pre, gli Shylock sono il punto d'arrivo ideale.

                                                                          Full Album


Continuiamo questo viaggio tra le gemme sommerse che ho selezionato per voi: opere sfuggite ai radar del grande pubblico, ma fondamentali per cogliere l'incredibile varietà del panorama musicale degli anni '70. Mettetevi comodi, vi aspettano oltre 40 nuovi titoli affascinanti, la ricerca continua.


Poiché molti di questi album presentano formazioni variegate, anche per questo 2° volume ho suddiviso i titoli in gruppi,  basandomi sulla loro impronta strumentale prevalente (ovvero quale strumento o stile guida il suono del disco).


1. Sinfonico Classico e Pastorale


Band influenzate dai "Big Six" (Genesis, Yes, ELP), con largo uso di Mellotron, strutture epiche e atmosfere sognanti.


• Druid (Toward the Sun) 1975 (UK)

                    Druid - Toward the Sun

Spesso definiti i "cloni" dei primi Yes, offrono un prog sinfonico celestiale con armonie vocali delicate e un basso pulsante alla Chris Squire.

                                                                            Full Album

• Atmosphera (Lady of Shalott) 1977 (Israele)

              Atmosphera - Lady of Shalott

Direttamente da Israele, propongono un sinfonismo raffinato con flauto e tastiere dominanti, molto vicino allo stile dei Genesis dell'era Gabriel.

                                                                            Full Album

Pentwater (Pentwater) 1977 (US)

Pentwater - Pentwater

Americani capaci di intrecci complessi e cambi di tempo repentini, mantenendo però una forte componente melodica e barocca.

                                                                           "Orphan Girl"

Lady Lake (No Pictures) 1977 (Olanda)

Lady Lake - No Pictures

Olandesi maestri del prog strumentale; la loro musica è un fluire continuo di chitarre sognanti e sintetizzatori mai aggressivi.

                                                                           Full Album

Ramses (La Leyla) 1976 (Germany)

Ramases - La Leyla

Rappresentano il lato più melodico del Krautrock tedesco, con un suono spazioso, testi evocativi e un uso magistrale dell'organo.

                                                                              "War"

True Myth (True Myth) 1979 (Canada)

True Myth - True Myth

Canadesi che si distinguono per un approccio quasi accademico, con una produzione cristallina e un gusto spiccato per gli arrangiamenti orchestrali.

                                                                           Full Album

White Wing (White Wing) 1975 (US)

White Wing - White Wing

Un mix di hard rock e sinfonico proveniente dagli USA; tastiere maestose che ricordano i Kansas ma con un'anima più "indie".

                                                                        Full Album

Dragon (Scented Gardens For The Blind) 1975 (Nuova Zelanda)

Dragon - Scented Gardens For The Blind

Prima di diventare una pop band, questi neozelandesi suonavano un prog oscuro e denso, ricco di lunghe suite strumentali.

                                                                           "Sunburst"

Airlord (Clockwork Revenge) 1977 (Australia)

Airlord - Clockwork Revenge

Australiani dotati di un sound teatrale e drammatico, molto debitori dello stile narrativo di Peter Gabriel.

                                              "Clockwork Revenge & Pictures A Puddle"

Galaxy (Nature’s Clear Well) 1978 (Svizzera)

Galaxy - Nature's Clear Well

Band svizzera che incarna il prog sinfonico puro: tempi dispari, testi filosofici e una costruzione dei brani a "movimenti".

                                                                         Full Album

2. Mediterraneo, Folk e Romantico

Band che fondono il prog con radici locali, calore latino o influenze acustiche.

• Azahar (Elixir) 1977 (Spagna)

 
Azahar - Elixir

Spagnoli maestri del "Rock Andaluso", dove il prog si fonde con scale arabe e un'atmosfera magica e quasi esoterica.

                                                                          Full Album

Atila (Intención) 1976 (Spagna)

 
Atila - Intenciòn

Uno dei nomi di punta del prog catalano, caratterizzato da un hammond aggressivo e influenze classiche che sfociano nel dark-prog.

                                                                            Full Album

Gotic (Escenes) 1978 (Spagna)

 
Gotic - Escenes

Sempre dalla Catalogna, offrono un prog-folk strumentale di altissima classe, leggero come l'aria e guidato da un flauto incantevole.

                                                                          Full Album

Ave Rock (Espacios) 1977 (Argentina)

Ave Rock - Espacios

Dall'Argentina, uniscono la foga del rock settantino a momenti di grande respiro sinfonico tipici della scuola sudamericana.

                                                                          Full Album

Coto En Pel (Holocaust) 1978 (Spagna)

Coto En Pel - Holocaust

Un progetto ambizioso e complesso, con venature sperimentali che riflettono la tensione culturale della Spagna di fine anni '70.

                                                                           Full Album

Phoenix (Cantofabule) 1975 (Romania)

 
Phoenix - Cantofabule

Leggende rumene che hanno creato un capolavoro fondendo il rock con il folklore balcanico e temi mitologici ancestrali.

                                                                           "Invocatie"

• Sfinx (Zalmoxe) 1979 (Romania)
 
Sfinx - Zalmoxe

Altra colonna del prog rumeno; un concept album ambizioso che mescola sintetizzatori moderni e melodie vocali di ispirazione bizantina.

                                                                          Full Album

• Tabula Rasa (Tabula Rasa) 1975 (Finlandia) 

Tabula Rasa - Tabula Rasa

Finlandesi che prediligono un prog delicato, quasi pastorale, con una forte enfasi sulla melodia e sulla chitarra pulita.

                                                                                "Gryf"

Fantasia (Fantasia) 1975 (Finlandia)

Fantasia - Fantasia

Finlandesi con un sound limpido, quasi pop-prog, ma con una complessità strutturale che emerge ad ogni ascolto.

                                                                          Full Album

Atlas (Blå Vardag) 1979 (Svezia)

Atlas - Bla Vardag

Svedesi puramente strumentali, con un sound ricco che ricorda i Camel ma con una spinta ritmica più decisa e jazzata.

                                                                           Full Album

3. Jazz-Rock, Canterburiano e Sperimentale

Strutture complesse, improvvisazione e contaminazioni fusion.

Abbhama (Alam Raya) 1978 (Indonesia)

Abbhama - Alam Raya

Dall'Indonesia, una sorpresa incredibile che mescola sinfonismo alla ELP con percussioni e scale tipiche del sud-est asiatico.

                                                                        Full Album

Ache (De Homine Urbano) 1970 (Danimarca)

Ache - De Homine Urbano

Danesi che già a fine anni '60 sperimentavano suite lunghissime, fondendo musica classica, rock e un tocco di jazz psichedelico.

                                                                          Full Album

Aleph (Surface Tension) 1977 (Australia)

Aleph - Surface Tension

Australiani dediti a un prog elettronico e spaziale, con un uso massiccio di sintetizzatori che anticipano quasi la new age.

                                                                          Full Album

Alter Echo (Alter Echo) 1978 (Svezia)

Alter Echo - Alter Echo

Un progetto meno noto che esplora le risonanze e i ritmi dispari, cercando un equilibrio tra astrazione e melodia.



• Jumbo (DNA) 1972 (Italia)

Jumbo - DNA

Band italiana (anche se il titolo sembra internazionale) che portava nel prog un'irruenza blues e testi crudi, quasi proto-punk.

                                                                "Suite per il Signor K"

Jonesy (Keeping Up...)  1973 (UK)

Jonesy - Keeping Up...

Inglesi molto originali per l'uso massiccio del Mellotron in contesti quasi jazz-rock e arrangiamenti di fiati atipici.

                                                                           Full Album

Klockwerk Orange (Abrakadabra) 1975 (Austria)

Klockwerk Orange - Abrakadabra

Austriaci con un sound eccentrico e teatrale, che passa da momenti di follia ritmica a aperture sinfoniche classiche.

                                                                           Full Album

Quill (Sursum Corda) 1977 (US)

Quill - Sursum Corda

Americani che mescolano un prog energico con influenze jazz e un tripudio di tastiere, restando però molto legati ad una forma musicale melodica.

                                                                           Full Album

After The Fire (Signs of Change) 1977 (UK)

After The Fire - Signs Of Change

Un prog compatto e potente, dove la chitarra elettrica ha un ruolo centrale innestato perfettamente ai tappeti di tastiere.

                                                                         Full Album

4. Hard-Prog e Heavy Psych

Suoni più ruvidi, chitarre distorte e un'energia più vicina all'hard rock dell'epoca.

Blakulla (Blakulla) 1975 (Svezia)

Blakulla - Blakulla

Svedesi che mescolano l'hard rock settantino con melodie folk nordiche, creando un mix energetico e molto particolare.

                                                                              "Idolen"

Casa das Maquinas (Lar das Maravilhas) 1975 (Brasile)

Casa Das Maquinas - Lar Das Maravilhas

Brasiliani che nel loro secondo album virano verso un prog spaziale e potente, con ritmiche trascinanti.

                                                                          Full Album

Canamii (Concept) 1980 (Sud Africa)


Canamii - Concept

Sudafricani che propongono un prog eclettico, con momenti di hard rock che si alternano a passaggi acustici e fiabeschi.

                                                                          Full Album

Kornelyans (Not An Ordinary Life) 1974 (Yugoslavia)

Kornelyans - Not An Ordinary Life

Band yugoslava che fonde il calore dell'oriental Rock con le strutture complesse del prog britannico.

                                                                          Full Album

M.L. Bongers Project (Pacific Prison) 1978 (Germania)

M.L. Bongers Project - Pacific Prison

Un progetto tedesco guidato dalle chitarre, con un sound robusto che non disdegna incursioni nel rock spaziale.

                                                                           Full Album

Open Air (Open Air) 1978 (Francia)

Open Air - Open Air

Gruppo che punta sulla potenza esecutiva, con un approccio diretto e meno barocco rispetto ai colleghi sinfonici.

                                                                      "The Creation"

Surprise (Assault On Merryland) 1977 (US)

Surprise - Assault On Merryland

Americani che offrono un prog muscolare, con un ottimo equilibrio tra virtuosismo tecnico e impatto rock immediato.

                                                                           Full Album

Time (Time) 1972 (Yugoslavia)

Time - Time

Band Jugoslava (croata) che mescola hard rock, blues e prog in un mix esplosivo, guidati dalla voce carismatica di Dado Topić.

                                                                             Full Album

Indexi (Modra Rijeka) 1978 (Yugoslavia)

Indexi - Modra Rijeka

Altra leggenda jugoslava (Bosnia); partiti dal beat, con quest'album raggiungono vette di prog poetico e profondo, quasi filosofico.

                                                                             Full Album

Haz Cel (Zwai) 1973 (Germania)

Hax Cel - Zwai

Un progetto oscuro e affascinante, dove il prog si tinge di colori psichedelici e sperimentazioni sonore tipiche dell'underground tedesco.

                                                                        "To Barbara"

Siamo giunti al termine di questo lungo percorso. È stata una ricerca metodica, a tratti faticosa, che mi ha spinto a scavare tra archivi polverosi e memorie dimenticate per riportare alla luce circa 90 opere che rischiavano il silenzio definitivo. Ma ogni ora spesa in questa ricerca è stata ripagata dalla gioia di ritrovare suoni autentici e visioni coraggiose. Chiudo questa carrellata con la consapevolezza che la musica più preziosa non è sempre quella più celebrata, ma quella che sa ancora stupirci quando pensavamo di aver sentito tutto.

Mettere insieme questi 90 tasselli è stato un lavoro di pazienza e dedizione, una sfida contro l'oblio del tempo. Non è stato facile selezionare, ascoltare e contestualizzare ogni singolo titolo, ma la fatica è svanita di fronte all'emozione di ogni nuova scoperta. Spero che questo viaggio nelle pieghe meno note degli anni '70 vi abbia trasmesso la stessa meraviglia che ho provato io nel rintracciare queste perle. La musica rara non è solo un oggetto da collezione, è un’esperienza che continua a vibrare.

Nino A.

domenica 1 febbraio 2026

Flame Dream - Supervision 1982 (Svizzera) Symphonic Prog (Re-Master 2026)

                   Il segreto meglio custodito del Prog Svizzero 

                                                      I

                                            Flame Dream.

Flame Dream - Supervision

"Avete presente quella sottile linea rossa che separa il Progressive Rock monumentale degli anni '70 dalle sonorità taglienti e futuristiche degli anni '80? 

Oggi riscopriamo un capolavoro che molti hanno dimenticato, ma che brilla più che mai nella sua nuova veste in CD Digipack: stiamo parlando di "Supervision" (1982) dei Flame Dream.

“Supervision” è un viaggio tra sintetizzatori spaziali, fiati incantati e ritmiche serratissime. Se amate i Genesis di Duke o il virtuosismo dei Saga, questa recensione è per voi.

Se c’è una band che ha saputo incarnare la transizione tra il prog sinfonico degli anni '70 e le sonorità iper-tecnologiche degli anni '80, quella è senza dubbio la formazione svizzera dei Flame Dream. Con la riedizione in CD Digipack di Supervision, abbiamo finalmente l'occasione di riscoprire quello che molti considerano il loro apice creativo, un album dove la tecnica sposa una produzione cristallina e quasi futuristica.

Tra Virtuosismo e Modernità

Uscito originariamente nel 1982, Supervision segna il momento in cui la band (guidata da Peter Wolf specializzato negli strumenti a fiato e voce (woodwinds, vocal) e dal tastierista Roland Ruckstuhl che si occupava di tutte le tastiere,sequencer e vocoder, decide di asciugare le lunghe suite del passato a favore di strutture più compatte, senza però sacrificare la complessità. Dimenticate i mellotron polverosi. Qui dominano i sintetizzatori digitali, linee di basso fretless pulsanti e una batteria che sembra uscita da una sessione dei Genesis dell'era Abacab.

L'apertura affidata a " Blackmail " è un manifesto programmatico: ritmi serrati, incastri di tastiere vertiginosi e quella voce teatrale che ricorda a tratti il miglior Peter Gabriel.

La Riedizione in CD Digipack

Questa specifica re-issue non è solo un’operazione nostalgica, ma un upgrade necessario per ogni collezionista:

Il suono è stato ripulito dai fruscii tipici delle vecchie stampe in vinile, dando respiro alle frequenze alte dei synth e profondità ai bassi, elementi vitali per un disco basato sulla dinamica.

Il formato in Digipack restituisce dignità all'artwork originale. La copertina, con quel gusto tech-retrò tipico dei primi anni '80, beneficia di una stampa di alta qualità su cartonato resistente.

Questa  edizione include un booklet di 20 pagine curato con foto rare e note di copertina che contestualizzano il periodo storico della band, rendendo l'ascolto un'esperienza quasi documentaristica.

Perché riascoltarlo oggi?

Supervision non è un disco datato; è una fotografia di un'epoca in cui si credeva ancora che il rock potesse essere colto, elettronico e popolare allo stesso tempo. Per chi ama gli UK, i Saga o i Genesis del periodo transizionale, quest’album è un ascolto obbligatorio.

E’ Un album imprescindibile per chiunque voglia capire come il progressive sia sopravvissuto al Punk e all'avvento della New Wave, mutando pelle ma mantenendo intatto il suo DNA cerebrale.

Line-up:

Roland Ruckstuhl - pianoforte, organo,tastiere, sequencer, vocoder

Peter Wolf - voce, flauto, sassofono, percussioni

Urs Hochuli - basso, chitarre

Peter Furrer - batteria, percussioni

Tracklist:

1. Blackmail (4:38)

L'apertura è un biglietto da visita perfetto. Un brano energico, guidato da un basso pulsante e tastiere dal piglio quasi "new wave". La voce di Peter Wolf è pulita e decisa. È il pezzo più accessibile, ma non manca di quella ricercatezza ritmica tipica della band.

2. Dancing into Daylight (2:12)

Un breve interludio strumentale che mette in luce la maestria tecnica del gruppo. I sintetizzatori intrecciano melodie sognanti e veloci; è una boccata d'aria fresca che funge da perfetto ponte verso la title track.

3. Supervision (5:18)

Il cuore pulsante dell'album. Qui i Flame Dream mostrano i muscoli: cambi di tempo, atmosfere futuristiche e un uso magistrale del Roland Vocoder. Un ritmo che rimane impresso, tenendo l’ascoltatore come sospeso fino alla fine.

4. Signs of Solitude (4:05)

Un brano più riflessivo e malinconico. La tensione sale gradualmente, sorretta da un tappeto di mellotron moderno e una batteria molto precisa. Rappresenta il lato più emotivo e "spaziale" del disco.

5. Tragedy (5:09)

Nonostante il titolo, il brano ha un groove quasi funky-prog. È una traccia dinamica che dimostra come i Flame Dream sapessero adattarsi ai tempi, incorporando elementi pop senza però sacrificare la struttura complessa delle composizioni.

6. Time for a Change (5:38)

Uno dei momenti più alti. Qui la flotta di tastiere (piano, sintetizzatori, organi) crea una trama densissima. C'è un senso di urgenza e di trasformazione che rispecchia perfettamente il titolo. La struttura è articolata e soddisferà i palati più prog.

7. Woman's Art? (3:02)

Un episodio curioso e quasi sperimentale. Più corto rispetto alla media, gioca con ritmiche spezzate e sonorità più asciutte. Funge da "calma prima della tempesta" prima della suite finale.

8. Paradise Lost (Suite)

L'album si chiude con una trilogia epica che riprende i fasti del prog classico, filtrati attraverso una produzione anni '80 impeccabile.

• Part 1: Arrival (1:38): Un’introduzione atmosferica che prepara il terreno con suoni eterei e maestosi.

• Part 2: The Attack (6:15): Il momento più intenso del disco. Qui la band spinge sull'acceleratore con riff di tastiera aggressivi e una sezione ritmica in stato di grazia. I passaggi strumentali sono vertiginosi.

• Part 3: Finale (4:27): La degna conclusione. Un crescendo epico che riprende i temi principali, chiudendo l'album con un senso di grandiosità e risoluzione sonora.

Giudizio Finale

Supervision è un gioiello di "High-Tech Prog". Sebbene i Flame Dream siano spesso stati paragonati ai Genesis, in questo disco dimostrano di avere una personalità propria, definita da una pulizia sonora quasi chirurgica e una scrittura solida.

P.S. - Vedi post precedenti: Elements, Out in the dark, Silent transition

https://www.progressiverock-genesismarillion.com/2025/10/flame-dreams-elements-1979-re-master.html

https://www.progressiverock-genesismarillion.com/2025/09/flame-dream-out-in-dark-1981.html

https://www.progressiverock-genesismarillion.com/2024/07/flame-dream-silent-transition-2024.html