mercoledì 4 marzo 2026

Capolavori da Riscoprire: Le Meteore del Progressive Rock degli anni 70s (Capitolo 4°di 4)

            Progressive Rock 70s: I Capolavori del Prog Minore
                                              Capitolo 4°

Welcome to my blog! Below you will find a deep dive into this progressive rock gem. While the text is in Italian, you can easily use your browser's translation tool to follow along. Let's celebrate the great history of prog music together!

I Capolavori del Prog Minore

In questa ultima tappa del nostro viaggio ci spostiamo verso l'Oceania e il Sud-est asiatico. Qui la rarità non è solo dovuta alle poche copie stampate, ma anche alla difficoltà storica di esportare questi suoni fuori dai confini nazionali. Molti di questi dischi sono stati scoperti in Occidente solo decenni dopo grazie a un certosino lavoro di recupero archeologico musicale.

Ecco 10 gemme imperdibili tra Australia, Nuova Zelanda e Asia:

Australia e Nuova Zelanda

1. Sebastian Hardie – Four Moments (Australia, 1975)

Sebastian Hardie – Four Moments



                                           

È il vertice del prog sinfonico australiano. Sebbene in patria abbia avuto un discreto successo (disco d'oro), rimane una rarità assoluta per il resto del mondo. Il suono è dominato dal Mellotron e dalla chitarra lirica di Mario Millo, con suite strumentali che ricordano i Camel e i Focus più ispirati.

2. Ragnarok – Nooks (Nuova Zelanda, 1976)


 Ragnarok – Nooks




Un capolavoro di prog spaziale e sinfonico. Mentre il loro primo album era più orientato verso l'hard-psych, Nooks introduce sintetizzatori eterei e atmosfere che ricordano i Pink Floyd di Meddle misti ai Genesis. Rarissimo fuori dalla Nuova Zelanda, è un disco di una pulizia sonora sorprendente.

3. Airlord – Clockwork Revenge (Nuova Zelanda, 1977)


Airlord – Clockwork Revenge




Uscito per la mitica etichetta Infinity, è un concept album teatrale e oscuro. La voce ricorda molto quella di Peter Gabriel e le strutture sono intricate, con continui cambi di tempo. Le poche copie originali sono oggi oggetto di culto per chi cerca il lato più "narrativo" del prog.

4. Windchase – Symphinity (Australia, 1977)


Windchase – Symphinity



Nati dalle ceneri dei Sebastian Hardie, i Windchase spinsero l'asticella della tecnica ancora più in alto. Symphinity è un concentrato di virtuosismo alle tastiere e fusion, mantenendo però quella melodia cristallina tipica della scena australiana del periodo.

5. Think – We'll Give You a Buzz (Nuova Zelanda, 1976)


Think – We'll Give You a Buzz




Un disco che fonde l'hard rock progressivo con passaggi sinfonici guidati dall'organo. È un album energico, meno "gentile" dei Sebastian Hardie, ma con una scrittura solida e un'aura di mistero tipica delle produzioni isolate geograficamente.

Asia (Indonesia e Corea del Sud)

6. Guruh Gipsy – Guruh Gipsy (Indonesia, 1977)


Guruh Gipsy – Guruh Gipsy

                                          

Probabilmente il segreto meglio custodito del prog mondiale. Unisce il progressive rock di stampo ELP (tastiere giganti, ritmi dispari) con il Gamelan balinese (percussioni tradizionali). Il risultato è un suono unico sulla terra. Stampato privatamente in poche centinaia di cassette e qualche LP, oggi è leggendario.

7. Sharkmove – Ghede Chokra's (Indonesia, 1973)


Sharkmove – Ghede Chokra's 



Un mix incredibile di prog sinfonico, hard rock e psichedelia acida. Guidati da Benny Soebardja (figura chiave del rock indonesiano), crearono un album con momenti di una bellezza melodica struggente alternati a cavalcate d'organo selvagge. L'originale è tra i pezzi più costosi del mercato collezionistico asiatico.

8. Sanullim – Vol. 2: Spread Silk on My Heart (Corea del Sud, 1978)


Sanullim – Vol. 2: Spread Silk on My Heart



Sebbene i Sanullim siano diventati famosi in Corea, questo disco è una rarità incredibile per l'orecchio occidentale. Fondono un garage-rock distortissimo con strutture progressive e armonie vocali quasi pop. È un prog "naif", grezzo ma geniale, con un basso fuzz che non dimenticherai facilmente.

9. Abbhama – Alam Raya (Indonesia, 1978)


Abbhama – Alam Raya 



Se ami i Renaissance o i Genesis più pastorali, questo è il disco per te. Caratterizzato da un uso esteso del pianoforte classico, flauti e orchestrazioni maestose, è un'opera di un'eleganza rara che dimostra quanto fosse colta la scena di Giacarta degli anni '70.

10. Fariz RM – Sakura (Indonesia, 1980)




Siamo al limite cronologico del genere, dove il prog incontra il jazz-rock e la musica elettronica. Fariz RM è un polistrumentista prodigioso; in questo disco crea atmosfere sognanti e complesse che anticipano il sound urbano giapponese (City Pop) ma con una struttura puramente progressiva.




P.S. - Nel Post successivo ho creato per voi una playlist testuale con i brani chiave di 30 dei dischi che abbiamo scovato, per iniziare l'ascolto dal meglio del meglio.

P.S. - In the next post I've created for you a text playlist with key tracks from 30 of the albums we've discovered, to start your listening from the best of the best.


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