Viaggio nel Progressive Rock anni '70
Alla scoperta di Rarità e Album Poco Conosciuti
Welcome to my blog! Below you will find a deep dive into this progressive rock gem. While the text is in Italian, you can easily use your browser's translation tool to follow along. Let's celebrate the great history of prog music together!
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| Oltre le Colonne d'Ercole del Progressive (Capitolo 2°) |
Riprendiamo il filo del discorso iniziato con il Vol. 1° e continuiamo questo viaggio nel progressive dei '70 alla scoperta di rarità e dischi poco conosciuti. Ci addentriamo di nuovo tra le pieghe di un decennio che non smette mai di sorprendere, andando a rispolverare quei solchi dimenticati che, pur non avendo scalato le classifiche dell'epoca, custodiscono ancora oggi un fascino intatto e sperimentale. Preparatevi a scoprire tesori nascosti che meritano finalmente un ascolto attento.
Comincerei con 4 album che ritengo meritevoli di una maggiore attenzione:
1. Pre – Pre (Registrato nel 1973, pubblicato nel 1994) US
Questo è un classico esempio di "disco perduto". Sebbene registrato nel 1973 a Miami, è rimasto nel limbo per vent'anni prima che la label The Laser’s Edge lo riportasse alla luce.
I Pre propongono un Progressive Rock raffinato e venato di Jazz-Fusion. Non aspettarti lunghe suite fantasy; qui domina un approccio tecnico ma molto asciutto. La struttura dei brani è complessa, con frequenti cambi di tempo e un lavoro di chitarra e tastiere estremamente pulito.
È perfetto per chi ama i Gentle Giant meno caotici o i primi Camel. C’è un senso di equilibrio e una musicalità "solare" tipicamente americana, lontana dalle atmosfere gotiche o pastorali dei colleghi inglesi. È un album che dimostra quanto fosse alto il livello tecnico delle band locali dell'epoca.
2. Austin Robert & Advent – Eight Days (A Personal Journey) (1976)
Qui ci spostiamo su un terreno decisamente più sperimentale e, se vogliamo, "casalingo" nel senso più nobile del termine. Quest'album è una rarità assoluta del prog privato e indipendente.
Si tratta di un concept album ambizioso che mescola Prog Rock, spunti folk e momenti quasi psichedelici. La produzione ha quel calore tipico del "fai-da-te" anni '70, che conferisce al disco un'aura di mistero e intimità. Il titolo suggerisce un viaggio personale, e la musica riflette questa introspezione con passaggi melodici alternati a momenti di tensione strumentale.
A parer mio è essenziale per i collezionisti di "Obscure Prog". Ricorda a tratti le atmosfere dei Flash (la band di Peter Banks) o certi lavori dei Pavlov's Dog, ma con un'attitudine più sperimentale. È un disco che richiede pazienza, ma che ripaga con una profondità emotiva rara nei prodotti più commerciali del periodo.
In sintesi:
Se i Pre rappresentano il lato più tecnico e pulito del prog americano, gli Austin Robert & Advent ne incarnano l'anima più visionaria e grezza. Entrambi sono documenti preziosi di un'epoca in cui la creatività non aveva confini, nemmeno per chi non aveva un contratto con una major.
3. Diabolus – Diabolus (Germania/UK, 1972)
Un caso curioso: una band inglese che ha pubblicato il suo unico album in Germania. È uno dei tesori più nascosti del prog dei primi anni '70.
Il Sound è un mix affascinante di Prog, Jazz e accenni di Folk oscuro. L'uso del flauto e del sassofono è magistrale e ricorda i primi Jethro Tull o i Jade Warrior. L'atmosfera è leggermente malinconica e molto autunnale.
In questo lavoro si nota sin da subito il calore analogico. Non è un disco "di plastica"; senti il legno degli strumenti e l'aria nella stanza. È musica che sembra raccontare una storia antica.
4. Shylock – Île de Fièvre (Francia, 1978)
Mentre il mondo stava scoprendo il Punk, questi francesi pubblicavano uno dei dischi prog più complessi e oscuri di fine decennio.
Il Sound è fortemente influenzato dai King Crimson del periodo Red, ma con una spinta tastieristica tipicamente europea. È musica angolare, potente, a tratti inquietante, ma estremamente gratificante per chi ama le strutture intricate.
Quest'album rappresenta la vetta tecnica del prog francese "minore". Se cerchi qualcosa di più audace e meno solare dei Pre, gli Shylock sono il punto d'arrivo ideale.
Continuiamo questo viaggio tra le gemme sommerse che ho selezionato per voi: opere sfuggite ai radar del grande pubblico, ma fondamentali per cogliere l'incredibile varietà del panorama musicale degli anni '70. Mettetevi comodi, vi aspettano oltre 40 nuovi titoli affascinanti, la ricerca continua.
Poiché molti di questi album presentano formazioni variegate, anche per questo 2° volume ho suddiviso i titoli in gruppi, basandomi sulla loro impronta strumentale prevalente (ovvero quale strumento o stile guida il suono del disco).
1. Sinfonico Classico e Pastorale
Band influenzate dai "Big Six" (Genesis, Yes, ELP), con largo uso di Mellotron, strutture epiche e atmosfere sognanti.
• Druid (Toward the Sun) 1975 (UK)
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Druid - Toward the Sun |
Spesso definiti i "cloni" dei primi Yes, offrono un prog sinfonico celestiale con armonie vocali delicate e un basso pulsante alla Chris Squire.
• Atmosphera (Lady of Shalott) 1977 (Israele)
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Atmosphera - Lady of Shalott |
Direttamente da Israele, propongono un sinfonismo raffinato con flauto e tastiere dominanti, molto vicino allo stile dei Genesis dell'era Gabriel.
• Pentwater (Pentwater) 1977 (US)
Americani capaci di intrecci complessi e cambi di tempo repentini, mantenendo però una forte componente melodica e barocca.
• Lady Lake (No Pictures) 1977 (Olanda)
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| Lady Lake - No Pictures |
Olandesi maestri del prog strumentale; la loro musica è un fluire continuo di chitarre sognanti e sintetizzatori mai aggressivi.
• Ramses (La Leyla) 1976 (Germany)
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| Ramases - La Leyla |
Rappresentano il lato più melodico del Krautrock tedesco, con un suono spazioso, testi evocativi e un uso magistrale dell'organo.
• True Myth (True Myth) 1979 (Canada)
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| True Myth - True Myth |
• White Wing (White Wing) 1975 (US)
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| White Wing - White Wing |
Un mix di hard rock e sinfonico proveniente dagli USA; tastiere maestose che ricordano i Kansas ma con un'anima più "indie".
• Dragon (Scented Gardens For The Blind) 1975 (Nuova Zelanda)
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| Dragon - Scented Gardens For The Blind |
Prima di diventare una pop band, questi neozelandesi suonavano un prog oscuro e denso, ricco di lunghe suite strumentali.
• Airlord (Clockwork Revenge) 1977 (Australia)
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| Airlord - Clockwork Revenge |
Australiani dotati di un sound teatrale e drammatico, molto debitori dello stile narrativo di Peter Gabriel.
• Galaxy (Nature’s Clear Well) 1978 (Svizzera)
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| Galaxy - Nature's Clear Well |
Band svizzera che incarna il prog sinfonico puro: tempi dispari, testi filosofici e una costruzione dei brani a "movimenti".
2. Mediterraneo, Folk e Romantico
Band che fondono il prog con radici locali, calore latino o influenze acustiche.
• Azahar (Elixir) 1977 (Spagna)
Spagnoli maestri del "Rock Andaluso", dove il prog si fonde con scale arabe e un'atmosfera magica e quasi esoterica.
• Atila (Intención) 1976 (Spagna)
Uno dei nomi di punta del prog catalano, caratterizzato da un hammond aggressivo e influenze classiche che sfociano nel dark-prog.
• Gotic (Escenes) 1978 (Spagna)
Sempre dalla Catalogna, offrono un prog-folk strumentale di altissima classe, leggero come l'aria e guidato da un flauto incantevole.
• Ave Rock (Espacios) 1977 (Argentina)
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| Ave Rock - Espacios |
Dall'Argentina, uniscono la foga del rock settantino a momenti di grande respiro sinfonico tipici della scuola sudamericana.
• Coto En Pel (Holocaust) 1978 (Spagna)
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| Coto En Pel - Holocaust |
Un progetto ambizioso e complesso, con venature sperimentali che riflettono la tensione culturale della Spagna di fine anni '70.
• Phoenix (Cantofabule) 1975 (Romania)
Leggende rumene che hanno creato un capolavoro fondendo il rock con il folklore balcanico e temi mitologici ancestrali.
• Sfinx (Zalmoxe) 1979 (Romania)
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| Sfinx - Zalmoxe |
Altra colonna del prog rumeno; un concept album ambizioso che mescola sintetizzatori moderni e melodie vocali di ispirazione bizantina.
• Tabula Rasa (Tabula Rasa) 1975 (Finlandia)
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| Tabula Rasa - Tabula Rasa |
Finlandesi che prediligono un prog delicato, quasi pastorale, con una forte enfasi sulla melodia e sulla chitarra pulita.
• Fantasia (Fantasia) 1975 (Finlandia)
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| Fantasia - Fantasia |
Finlandesi con un sound limpido, quasi pop-prog, ma con una complessità strutturale che emerge ad ogni ascolto.
• Atlas (Blå Vardag) 1979 (Svezia)
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| Atlas - Bla Vardag |
Svedesi puramente strumentali, con un sound ricco che ricorda i Camel ma con una spinta ritmica più decisa e jazzata.
3. Jazz-Rock, Canterburiano e Sperimentale
Strutture complesse, improvvisazione e contaminazioni fusion.
• Abbhama (Alam Raya) 1978 (Indonesia)
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| Abbhama - Alam Raya |
Dall'Indonesia, una sorpresa incredibile che mescola sinfonismo alla ELP con percussioni e scale tipiche del sud-est asiatico.
• Ache (De Homine Urbano) 1970 (Danimarca)
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| Ache - De Homine Urbano |
Danesi che già a fine anni '60 sperimentavano suite lunghissime, fondendo musica classica, rock e un tocco di jazz psichedelico.
• Aleph (Surface Tension) 1977 (Australia)
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| Aleph - Surface Tension |
Australiani dediti a un prog elettronico e spaziale, con un uso massiccio di sintetizzatori che anticipano quasi la new age.
• Alter Echo (Alter Echo) 1978 (Svezia)
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| Alter Echo - Alter Echo |
Un progetto meno noto che esplora le risonanze e i ritmi dispari, cercando un equilibrio tra astrazione e melodia.
• Jumbo (DNA) 1972 (Italia)
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| Jumbo - DNA |
Band italiana (anche se il titolo sembra internazionale) che portava nel prog un'irruenza blues e testi crudi, quasi proto-punk.
• Jonesy (Keeping Up...) 1973 (UK)
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| Jonesy - Keeping Up... |
Inglesi molto originali per l'uso massiccio del Mellotron in contesti quasi jazz-rock e arrangiamenti di fiati atipici.
• Klockwerk Orange (Abrakadabra) 1975 (Austria)
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| Klockwerk Orange - Abrakadabra |
Austriaci con un sound eccentrico e teatrale, che passa da momenti di follia ritmica a aperture sinfoniche classiche.
• Quill (Sursum Corda) 1977 (US)
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| Quill - Sursum Corda |
Americani che mescolano un prog energico con influenze jazz e un tripudio di tastiere, restando però molto legati ad una forma musicale melodica.
• After The Fire (Signs of Change) 1977 (UK)
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| After The Fire - Signs Of Change |
Un prog compatto e potente, dove la chitarra elettrica ha un ruolo centrale innestato perfettamente ai tappeti di tastiere.
4. Hard-Prog e Heavy Psych
Suoni più ruvidi, chitarre distorte e un'energia più vicina all'hard rock dell'epoca.
• Blakulla (Blakulla) 1975 (Svezia)
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| Blakulla - Blakulla |
Svedesi che mescolano l'hard rock settantino con melodie folk nordiche, creando un mix energetico e molto particolare.
• Casa das Maquinas (Lar das Maravilhas) 1975 (Brasile)
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| Casa Das Maquinas - Lar Das Maravilhas |
Brasiliani che nel loro secondo album virano verso un prog spaziale e potente, con ritmiche trascinanti.
• Canamii (Concept) 1980 (Sud Africa)
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| Canamii - Concept |
Sudafricani che propongono un prog eclettico, con momenti di hard rock che si alternano a passaggi acustici e fiabeschi.
• Kornelyans (Not An Ordinary Life) 1974 (Yugoslavia)
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| Kornelyans - Not An Ordinary Life |
Band yugoslava che fonde il calore dell'oriental Rock con le strutture complesse del prog britannico.
• M.L. Bongers Project (Pacific Prison) 1978 (Germania)
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| M.L. Bongers Project - Pacific Prison |
Un progetto tedesco guidato dalle chitarre, con un sound robusto che non disdegna incursioni nel rock spaziale.
• Open Air (Open Air) 1978 (Francia)
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| Open Air - Open Air |
Gruppo che punta sulla potenza esecutiva, con un approccio diretto e meno barocco rispetto ai colleghi sinfonici.
• Surprise (Assault On Merryland) 1977 (US)
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| Surprise - Assault On Merryland |
• Time (Time) 1972 (Yugoslavia)
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| Time - Time |
Band Jugoslava (croata) che mescola hard rock, blues e prog in un mix esplosivo, guidati dalla voce carismatica di Dado Topić.
• Indexi (Modra Rijeka) 1978 (Yugoslavia)
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| Indexi - Modra Rijeka |
Altra leggenda jugoslava (Bosnia); partiti dal beat, con quest'album raggiungono vette di prog poetico e profondo, quasi filosofico.
• Haz Cel (Zwai) 1973 (Germania)
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| Hax Cel - Zwai |
Un progetto oscuro e affascinante, dove il prog si tinge di colori psichedelici e sperimentazioni sonore tipiche dell'underground tedesco.
Siamo giunti al termine di questo lungo percorso. È stata una ricerca metodica, a tratti faticosa, che mi ha spinto a scavare tra archivi polverosi e memorie dimenticate per riportare alla luce circa 90 opere che rischiavano il silenzio definitivo. Ma ogni ora spesa in questa ricerca è stata ripagata dalla gioia di ritrovare suoni autentici e visioni coraggiose. Chiudo questa carrellata con la consapevolezza che la musica più preziosa non è sempre quella più celebrata, ma quella che sa ancora stupirci quando pensavamo di aver sentito tutto.
Mettere insieme questi 90 tasselli è stato un lavoro di pazienza e dedizione, una sfida contro l'oblio del tempo. Non è stato facile selezionare, ascoltare e contestualizzare ogni singolo titolo, ma la fatica è svanita di fronte all'emozione di ogni nuova scoperta. Spero che questo viaggio nelle pieghe meno note degli anni '70 vi abbia trasmesso la stessa meraviglia che ho provato io nel rintracciare queste perle. La musica rara non è solo un oggetto da collezione, è un’esperienza che continua a vibrare.
Nino A.













































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