PROGRESSIVE ROCK. '70/ '80/ '90 e oltre - Neo Prog. Psichedelic Prog. Heavy Prog. Crossover Prog. Symphonic Prog. Italian Progressive Rock. Eclectic Prog. Rock.
(QUESTA MUSICA TI SALVERA' LA VITA)
G E N E S I S M A R I L L I O N
Arcansiel: Tra innovazione e tradizione nel Prog Rock Italiano
Nel 1986, il panorama musicale italiano assiste alla nascita degli Arcansiel, un gruppo che fin da subito si distingue per la sua peculiare fusione di sonorità e narrazioni. Fondati dall'incontro tra i tastierista Marco Galletti, mente creatrice degli arrangiamenti e delle composizioni, e il batterista Gianni Lavagno, gli Arcansiel rappresentano una delle formazioni più interessanti del progressive italiano degli anni '80 e '90.
Le Origini e le Prime Opere
La pubblicazione dei loro primi due album, "Four Daisies" e "Stillsearching", segna l'inizio di un percorso artistico ricco e apprezzato sia dalla critica che dal pubblico, in particolar modo per la suite "I'mStill Searching", contenuta nel secondo album. Queste prime opere consolidano il loro stile e posizionano gli Arcansiel all'avanguardia nel panorama del prog italiano, grazie anche alla loro capacità di narrare, attraverso la musica, viaggi onirici e riflessioni profonde.
Il Cambio di Line-up negli Anni '90
L'ingresso di Paolo Baltaro nella formazione negli anni '90 segna una nuova fase nella storia degli Arcansiel. Con Baltaro, il gruppo pubblica altri due lavori importanti: "Normality Perversion" e "Swimming in the Sand". Questi album contribuiscono a sperimentare nuove sonorità, arricchendo ulteriormente il linguaggio musicale del gruppo e confermandone il ruolo di innovatori nel genere del rock progressivo.
Un Ritorno Atteso
Dopo vent'anni dall'ultimo lavoro e con una formazione rinnovata per quattro quinti rispetto agli esordi, gli Arcansiel sorprendono nuovamente il pubblico e la critica. Solo Gianni Lavagno rimane della formazione originale, a dimostrazione della continuità artistica ma anche della capacità di rinnovamento. Il quinto album frutto della collaborazione tra Lombardo, Sorella e Valvo, è un'opera che riflette le diverse influenze culturali dei membri, portando freschezza e profondità al loro sound.
Nuove Atmosfere e Vecchie Analogie
Il nuovo album degli Arcansiel è caratterizzato da temi profondi che riflettono i tempi difficili attuali, dal punto di vista sociale, culturale ed etico. Ma è soprattutto interessante notare come il gruppo stabilisca un'analogia tra i tempi complicati che viviamo e la complessità ritmica che ha sempre caratterizzato il rock progressivo. Questa analogia evidenzia non solo la maestria tecnica della band ma anche la sua capacità di narrare e riflettere su tempi e temi contemporanei attraverso il linguaggio universale della musica.
Conclusione
La storia degli Arcansiel è un viaggio attraverso evoluzioni sonore, cambi di formazione e una costante ricerca musicale. Da "Four Daisies" al loro ultimo lavoro "Hard Times", la band ha dimostrato di saper unire innovazione e tradizione, raccontando attraverso la loro musica un cammino che è insieme personale e universale. Con un occhio rivolto al passato ma sempre con il desiderio di esplorare nuovi orizzonti sonori, gli Arcansiel continuano a essere una delle realtà più affascinanti del nuovo progressiverock italiano.
Track lists:
1) Too Late 17:51
2) Puppets and Puppeteers 07:51
3) Heaven is not Here 11:22
4) My Old Same Mistakes 07:27
Line-up
Gianni Lavagno - Batteria, percussioni
Marco Leccese - Voce solista
Felice Lombardo - Bassi elettrici a 6 corde fretted e fretless
Davide Sorella - Tastiere
Sebastiano Valvo - Chitarra elettrica ed acustica, voce
Per un primo ascolto:
Too Late
Discografia:
Stillsearching (1989)
Arcansiel - Stillsearching by Arcansiel
I'm Still Searching (Suite)
Four Daisies (1990)
Arcansiel - Four Daisies
Normality of Perversion (1994)
Arcansiel - Normality of Perversion
The Girl From Heaven and the Wolf Don't Care if You Are Glade To Live Swimming in the Sand (2004) The Best 1988/2004
Ancora una volta alle prese con decisioni difficili, vista la grande quantità di dischi prodotti e la qualità espressa in quasi tutti i lavori.
Al primo posto di questa mia personale classifica troviamo i Marillion con il loro nuovo album "Sounds That Can't Be Made". Era dai tempi di 'Marbles' che non ascoltavamo niente di simile,tutti i brani scorrono fluidi ed armoniosi ed il talento del cantante Steve Hogarth emerge inesorabile tra chitarre strepitose e formidabili tastiere, la sezione ritmica impeccabile come al solito sostiene ed esalta magnificamente le piacevoli trame melodiche che si affacciano in tutte le tracce del disco.
Assegno il secondo posto al settimo album pubblicato da Norvegesi Gazpacho dal titolo "March of Ghosts" , mirabile Art Rock con frenetici riff acustici e robuste percussioni che incontrano fraseggi morbidi di mellotron e varie tastiere sovrastate spesso dalla splendida voce di Jan Henrik Ohme.
Il terzo posto in classifica agli statunitensi I And Thou , l'album "Speak", E' principalmente frutto del lavoro solista di Jason Hart ( ex tastierista nei tour di Renaissance e Camel) ben supportato da John Galgano (bassista degli IZZ), Matt Johnson (batterista di Jeff Buckley) e Jack Petruzzelli (chitarrista di Patti Smith). Il dipinto in copertina è per l'appunto della brava cantante dei Renaissance. Musicalmente l'album scivola tra una melodia e l'altra e la voce soft del cantante accompagna piacevolmente l'ascoltatore fino all'ultimo solco del disco.
Al sedicesimo album "Momentum" del sempre più prolifico Neal Morse assegniamo la quarta piazza,
61 minuti di spettacolo sonoro indescrivibili, l'ennesimo capolavoro da avere a tutti i costi.
Alla strepitosa carriera di Steve Hackett ed al suo nuovo "Genesis Revisited II" consegniamo il 5° posto in questa mia personale classifica. Apparentemente il proseguo del Genesis Revisited pubblicato nel 1996, ma in realtà un lavoro molto più maturo con due CD contenente brani della sua militanza nei Genesis fino al 1977 rielaborati ed arrangiati con il suo stile unico e personale e brani della sua carriera solista. CONTINUA.....
Al 6° posto troviamo i The Flower Kings che dopo una pausa di quattro anni tornano con un nuovo album in studio "Banks Of Eden".
La capacità principale dei Flower Kings è data dai pochissimi cambiamenti stilistici delle loro opere e questo nuovo lavoro che dopo quattro anni dal precedente album ne conserva tutte le peculiarità, ne è la prova.
Musicalmente, la comprensione dell'intero album passa attraverso il brano di apertura di 25 minuti 'Numbers', i riff della chitarra di 'Stolt', qui molto presenti, le linee ritmiche, le interazioni vocali ( alla Yes), creano un'abbondanza di musica straordinariamente complessa ed efficace. Possiamo dire di essere di fronte all'ennesimo capolavoro della band.
Arriviamo al settimo posto con gli Svedesi Anglagard che pubblicano il terzo album dopo una pausa di quasi vent'anni. dopo Epilog, pubblicato nel 1994, ritornano in studio per replicare i loro due passati capolavori con questo nuovo disco dal titolo "Viljans Oga", imperdibile come i precedenti.
Ottavo posto per i veterani del Neo Prog Galahad che pubblicano il decimo album in studio(quest'anno èaddirittura il secondo) dal titolo "Beyond The Realms Of Euphoria" che è un'autentica esplosione di note, ritmi e melodie. A mio parere il loro migliore lavoro di sempre.
Al nono posto un'autentica sorpresa, un'opera epica guidata dal tastierista e compositore calabrese Vincenzo Ricca "The Rome Pro(g)ject" un must che ci guida attraverso la città eterna con un sorprendente cast di musicisti: Steve Hackett (Genesis), David Cross (King Crimson), David Jackson (Van Der Graaf Generator) , Richard Sinclair (Caravan), Billy Sherwood (Yes) John Hackett, Nick Magnus e Francesco Di Giacomo (BMS) a introdurre le musiche con la sua particolare vocalità. Un Progetto concept Symphonic Prog di altissimo livello. Consiglio questo album a tutti i cultori della Prog Music.
Decimo posto per gli Inglesi Big Big Train, l'album "English Electric Part. One"è un concentrato di sonorità sinfoniche e romantiche dove il processo creativo e compositivo raggiunge l'apice del Neo progressive rock made in UK.
L'undicesimo gradino di questa mia speciale classifica lo occupa un gruppo all'esordio discografico, i Kompendium, che si presenta con un lavoro epico, una storia fantastica e conuna line up di prim'ordinepubblicano il trabordante"Beneath The Waves", autore e produttore RobertReed (Magenta), il progetto si avvale, come dicevo, di numerosi grandi musicisti a partire dal talentuoso Steve Balsamo alla voce (IO Earth), il leggendario Steve Hackett (ex chitarrista dei Genesis), l'incredibile bassista Nick Beggs (Steven Wilson Band), Gavin Harrison alla batteria, ai fiati di Mel Collins, e la grande musicalità celtica del maestro Troy Donockley. Altri contributi da FrancisDunnery (It Bites), Nick Barret (Pendragon), John Michell (Arena), con la direzione orchestrale affidata a Neil Taylor (Tears For Fears) e Dave Stewart ( Hatfield The North e National Health). Questo è un'altro disco imperdibile ed un opera magnifica che ridona lustro al progressive rock.
Dodicesimo gradino per l'undicesimo disco in studio degli svedesi Kaipa, "Vittjar" è un altro album fantastico, con interessanti trame di chitarra e basso e morbidi tappeti di tastiere, molto interessanti le influenze folk introdotte dal violino di Elin Rubinsztein, nel complesso un album delizioso esaltato dal folklore musicale nordico.
Al tredicesimo posto un'altro disco di un gruppo all'esordio discografico, gli Italiani Progenesi , band formata da musicisti della scena locale milanese e da membri con una preparazione musicale classica maturata al conservatorio Verdi di Milano.Esordiscono con l'album dal titolo "Ulisse L'alfiere Nero", un conceptorientato al prog classico dei '70( ELP, Genesis, Le Orme, BMS, PFM, Pink Floyd) e lo stile contemporaneo dei Porcupine Tree, il tutto intriso del sapore sinfonico/classico dei grandi musicisti del passato come Beethoven, Chopin, Bartok etc., nonchè da folate jazzistiche. Il risultato è un lavoro fresco, contemporaneo ed avvincente.
Altri guppi esordienti degni di nota di questo 2012 sono I Russi Iamthemorning con l'album "=", i Danesi Mantric Muse che hanno pubblicato l'album "Mantric Muse", gli statinitensi Thank You Scientist con il lavoro "Maps Of Non Existent Places" ed infine gli Italiani Ornithos con l'album "La Trasfigurazione ".
Sotto trovate la completa discografia, da me consigliata, di tutti gli altri pregevoli lavori di quei gruppi che anche nel 2012 hanno confermato la loro sempre crescente creatività.
01) Marillion - Sounds That Can't Be Made (UK)
Marillion - Sounds That Can't Be Made
02) Gazpacho - March Of Ghosts (Norvegia)
Gazpacho - March Of Ghosts
03) I And Thou - Speak (USA)
I And Thou - Speak
04) Neal Morse - Momentum (USA)
Neal Morse - Momentum
05) Steve Hackett - Genesis Revisited II (UK)
Steve Hackett - Genesis Revisited II
06) The Flower Kings - Banks Of Eden (Svezia)
The Flower Kings - Banks Of Eden
07) Anglagard - Viljans Oga (Svezia)
Anglagard - Viljans Oga
08) Galahad - Beyond The Realms Of Euphoria (UK)
Galahad - Beyond The Realms Of Euphoria
09) The Rome Pro(G)ject - The Rome Pro(G)ject (Multinazioni)
The Rome Pro(G)ject - The Rome Pro(G)ject
10) Big Big Train - English Electric Part. One (UK)
Big Big Train - English Electric Part. One
11) Compendium - Beneath The Waves (UK)
Compendium - Beneath The Waves
12) Kaipa - Vittjar (Svezia)
Kaipa - Vittjar
13) Progenesi - Ulisse L'alfiere Nero (Italia)
Progenesi - Ulisse L'alfiere Nero
14) Final Conflict - Return Of The Artisan (UK)
Final Conflict - Return Of The Artisan
15) Echolyn - Echolyn (USA)
Echolyn - Echolyn
16) Profusion - Rewotower (Italia)
Profusion - Rewotower
17) RPWL - Beyond Man Ant Time (Germania)
RPWL - Beyond Man Ant Time
18) Mangala Vallis - Microsolco (Italia)
Mangala Vallis - Microsolco
19) Shadow Circus - On A Dark And Stormy Night (USA)