Progressive Rock 70s: I Capolavori del Prog Minore
Capitolo 2°
Welcome to my blog! Below you will find a deep dive into this progressive rock gem. While the text is in Italian, you can easily use your browser's translation tool to follow along. Let's celebrate the great history of prog music together!
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| I Capolavori del Prog Minore (Capitolo 2°) |
Inoltriamoci adesso nel territorio delle autoproduzioni regionali, dei dischi stampati in 100-200 copie e dei progetti che non sono mai arrivati oltre il confine della propria provincia (spesso nemmeno oltre il confine del proprio garage).
Ecco 10 titoli che rappresentano il "fondo del barile" in termini di rarità, ma il vertice assoluto per qualità compositiva:
1. Gurnemanz – No Rays of Noise (Germania, 1975)
Dimentica i soliti Kraftwerk. Questo è Kraut-Prog acustico e pastorale di una bellezza disarmante. Stampato privatamente, fonde medievalismi, flauti e chitarre a 12 corde. È musica che sembra provenire da un'altra epoca, sospesa tra sogno e realtà.
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| Gurnemanz – No Rays of Noise |
2. Acanthus – Le Frisson Des Vampires (Francia, 1971) ristampato nel 2010
Colonna sonora per un film mai distribuito o quasi dimenticato. È un prog gotico, dominato dal Mellotron, molto simile ai Goblin di Profondo Rosso ma con una sensibilità francese più malinconica. Le copie originali sono praticamente introvabili.
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| Acanthus – Le Frisson Des Vampires |
3. Semiramis – Dedicato a Frazz (Italia, 1973)
Anche se nel giro dei collezionisti RPI è un nome noto, resta "sconosciuto ai più". Un Michele Zarrillo giovanissimo alle chitarre in un vortice di cambi di tempo furiosi e aggressività sonora che anticipa quasi il metal prog, pur restando profondamente sinfonico.
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| Semiramis – Dedicato a Frazz |
4. Ache – Green Man (Danimarca, 1971)
Prog psichedelico nordeuropeo ai massimi livelli. L'organo Hammond è il protagonista assoluto in lunghe suite che occupano intere facciate. Hanno una potenza sonora che farebbe impallidire i Deep Purple più ricercati.
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| Ache – Green Man |
5. Banchee – Thinkin' (USA, 1971)
Hard-prog americano con armonie vocali che ricordano i Crosby, Stills, Nash & Young, ma con strutture complesse e assoli di chitarra fulminanti. È un disco solare ma incredibilmente tecnico, finito nel dimenticatoio a causa della pessima distribuzione.
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| Banchee – Thinkin' |
6. Etna – Etna (Italia, 1975)
Spesso confusi con il prog classico, gli Etna facevano un Jazz-Rock/Prog tecnicamente spaventoso, simile ai Soft Machine o ai Weather Report ma con un gusto mediterraneo unico. Solo un album, pochissime stampe originali per la piccola etichetta IT.
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| Etna – Etna |
7. Gnidrolog – Lady Lake (UK, 1972)
Spesso paragonati ai Gentle Giant per la complessità dei fiati e gli incastri ritmici, ma con un tocco più oscuro e "medievale". Nonostante fossero sotto la RCA, il disco fu un fallimento commerciale e la band si sciolse subito dopo. Un capolavoro di architettura sonora.
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| Gnidrolog – Lady Lake |
8. Arzachel – Arzachel (UK, 1969)
Tecnicamente è la preistoria del prog. Fu registrato in una sola sessione da musicisti che sarebbero diventati i giganti della scena di Canterbury (Steve Hillage, Dave Stewart). Uscì sotto pseudonimo e in poche copie. È un viaggio spaziale, lisergico e tecnicamente superiore a quasi tutto ciò che usciva in quegli anni.
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| Arzachel – Arzachel |
9. Gracious! – Gracious! (UK, 1970)
Usciti sulla Vertigo Swirl, sono maestri nell'uso del Mellotron. La loro suite The Dream è un compendio di tutto ciò che il prog dovrebbe essere: citazioni classiche, stacchi rock violenti ed effetti sonori d'avanguardia. Eppure, sono rimasti all'ombra dei King Crimson per decenni.
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| Gracious! – Gracious! |
10. Aardvark – Aardvark (UK, 1970)
Un gruppo senza chitarrista. Tutto il suono è costruito sull'organo elettrico distorto, trattato con pedali wah-wah e distorsori. Il risultato è un prog pesante, acido e unico nel suo genere. Un esperimento che non ebbe seguito, rendendo l'unico LP un pezzo rarissimo.
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| Aardwark - Aardwark |
Continua.........
(Capitolo 1°) https://www.progressiverock-genesismarillion.com/2026/02/capolavori-da-riscoprire-le-meteore-del.html
(Capitolo 3°)











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